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Nel vivo il "Lugo Opera Festival", con Mozart e Paisiello (15-17 aprile)

Giovanni Paisiello

Venerdì 15 aprile 2005 alle ore 20,30 (replica domenica 17 alle 16,00) andranno in scena al Teatro Rossini di Lugo, in coproduzione col Teatro Comunale di Bologna, due piccoli capolavori settecenteschi di rara esecuzione sui nostri palcoscenici: "Bastien und Bastienne" KV 50 (Bastiano e Bastiana) di Wolfgang Amadeus Mozart e l´intermezzo in due atti La serva padrona di Giovanni Paisiello.
Dopo alcune puntate nel teatro contemporaneo e novecentesco, ecco dunque il «Lugo Opera Festival» tornare alla sua più antica vocazione, quella dell´esplorazione nello sterminato repertorio del teatro da camera seicentesco e settecentesco, con una particolare predilezione per i titoli rari o dimenticati.
Pur di raro ascolto, non è certo dimenticata la terza opera di Mozart, Bastiano e Bastiana, che si basa su un celebre mito del tempo, quello del naturalismo della vita pastorale del "Devin du village" di Rousseau che spopolò in tutta Europa alla metà del secolo dei lumi. Tanto che nel 1767 Mozart, a soli 11 anni, si innamora della parodia realizzata da Friedrich Weiskern e Johann Müller e, con lo zampino di Johann Andreas Schachtner, costruisce una deliziosa operina in un atto, che la leggenda vorrebbe eseguita la prima volta nel giardino di Anton Mesmer, il famoso medico studioso del magnetismo citato nel "Così fan tutte".
Si tratta di un breve Singspiel, un´opera cioè in cui a parti recitate si alternano arie e duetti, alcuni di rara bellezza ed incredibilmente anticipatori di temi e situazioni del "Flauto magico".
La trama è lieve: l’amore di due pastorelli, Bastiano e Bastiana, si sta incrinando per colpa delle lusinghe del mondo esterno e, nella fattispecie, dalla presenza una nobildonna che irretisce il maschietto.
Ma grazie all’aiuto del mago Colas, la furba Bastiana riesce a riconquistare il suo amato. Sarà interessante mettere a confronto questa pagina del Mozart bambino (di cui andrà in scena la nuova versione ritmica in lingua italiana di Vincenzo De Vivo) con un lavoro della maturità di colui che al suo tempo era considerato una delle massime voci del teatro mondiale, il tarantino Giovanni Paisiello (1740-1816), compositore di scuola napoletana affermato alla corte di Caterina di Russia.
Fu proprio la zarina, attorno al 1781, a chiedergli di mettere in scena una nuova e divertente opera a San Pietroburgo.
Paisiello, per sua stessa ammissione a corto di stimoli letterari, non trovò di meglio che musicare un libretto di sicura presa sul pubblico, che quarantotto anni prima era stato eternato dal divino Pergolesi: La serva padrona, in cui si narra dei bisticci fra il padrone, Uberto, e la serva, Despina: più padrona che serva, la scaltra e bella Despina alla fine dell´opera riesce a farsi sposare da Uberto.
A far rivivere i due titoli sul palcoscenico del Teatro Rossini saranno quattro giovani cantanti appositamente selezionati per le loro spiccate caratteristiche attoriali oltre che vocali: Filippo Adami, Doriana Milazzo, Maurizio Lo Piccolo e Alessandra Marianelli. L’allestimento è firmato dal giovane regista Jacopo Spirei (già assistente di Graham Vick), le scene sono di Cristiana Aureggi, i costumi di Claudia Pernigotti, le luci di Giuseppe Di Iorio. Il noto direttore-organista svizzero Diego Fasolis, specialista della prassi barocca, salirà sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

Info: 0545 38542

 
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