
Quest´anno il Ravenna Festival indaga il tema della "modernità" e tutte le sue declinazioni dal simbolismo in poi.
Come indica il titolo ("Il deserto cresce. Viaggio tra simbolismo e utopia"), particolare attenzione è riposta al tema del deserto: il deserto come assenza di luogo, o luogo dell´assenza, nel nostro immaginario. La dimensione simbolica che il deserto porta con sé contiene sia l´elemento dell´annullamento che quello del ritrovamento (del sé) e della rinascita.
Il deserto è sia il luogo dove il Maligno si manifesta, e induce in tentazione, sia, al contrario, il luogo della redenzione, dove nel silenzio si attua il pieno ascolto di Dio.
Per questo è stato scelto come tema (e anche come monito). Si tratta del deserto inteso come paesaggio dell´anima, come luogo-non luogo in cui tutto è possibile proprio perché non vi è nulla. Luogo elettivo, anche per questo, nella musica e nelle arti moderne, dalla pittura all´architettura, e luogo dell´utopia.
Ravenna Festival è la più giovane fra le più importanti manifestazioni musicali e artistiche europee.
Con l´edizione 2004 ha compiuto quindici anni, eppure il suo indiscutibile rilievo è testimoniato non solo dai traguardi artistici conseguiti, ma anche dalle sue ragguardevoli dimensioni quantitative.
E’ infatti per la sua intensa programmazione, la partecipazione delle più alte espressioni della vita musicale e teatrale del nostro tempo, e per la vasta adesione del pubblico e l´attenzione che i media gli hanno dedicato e gli dedicano costantemente, che il Festival ha conseguito negli anni la sua indiscussa autorità e i suoi diffusi riconoscimenti.
Pur avendo nella musica il proprio codice di elezione, il Festival è una manifestazione multidisciplinare, che opera, con produzioni originali, nei campi dell’opera e dei concerti, della danza, del jazz e della musica etnica, fino al teatro drammatico, alla sperimentazione, al cinema, ai convegni e alle esposizioni.
Uno dei tratti distintivi del Festival è la valorizzazione del ricchissimo patrimonio monumentale della città di Ravenna.
Non solo i teatri, quindi, ma anche le splendide basiliche bizantine, i chiostri, le piazze e perfino i luoghi dell’archeologia industriale sono le scenografie dei suoi eventi, che donano loro un fascino particolare col nesso che stabiliscono fra arte e musica.
Il 14 luglio 1997 Ravenna Festival ha poi aperto un nuovo capitolo della sua storia, tracciando la prima delle sue "Vie dell´amicizia", attraversando il mare Adriatico per raggiungere Sarajevo, la città martire bosniaca. Le note dell´Orchestra e dal Coro della Scala, sotto la direzione di Riccardo Muti, riaccesero l´orgoglio e il profondo senso di dignità umana di un popolo che voleva lasciare alle spalle l´orrore e la ferocia di una guerra fratricida, per riconquistare, grazie alla musica, la serenità perduta.
Da allora altri ponti sono stati gettati, altre vie tracciate: Beirut (1998), Gerusalemme (1999), Mosca (2000), Erevan e Istanbul (2001), New York (2002), Il Cairo (2003), Damasco (2004).
Info: tel. 0544 249211