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Karlheinz Stockhausen a Lugo con una prima assoluta (13 giugno)

Karlheinz Stockhausen

Prestigioso appuntamento il 13 giugno al Teatro Rossini di Lugo con la prima assoluta di una composizione di Karlheinz Stockhausen, “Ora Quarta – Porta del cielo" del ciclo "Le 24 ore del giorno".
Visionario compositore di enormi affreschi musicali, instancabile nonostante i suoi quasi settantotto anni, Karlheinz Stockhausen non si accontenta di aver segnato oltre mezzo secolo di storia della musica. Dopo aver portato a termine il ciclo “Luce”, dedicato ai sette giorni della settimana, ha inaugurato il suo nuovo progetto “Suono”, ispirato invece alle 24 ore del giorno e inaugurato nel 2005 nel Duomo di Milano con “Ora Prima – Ascensione”.
Mentre “Ora Terza” è ancora in fase di composizione, sarà proprio un nuovo episodio tratto da questa sua nuova opera ciclica ad essere presentato in prima assoluta a Lugo, commissionato da Angelica Festival e realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Rossini di Lugo di Romagna, nell’ambito del Lugo Opera Festival, con il patrocinio e il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
In programma, sempre nella serata di martedì 13 giugno, anche un altro momento dal ciclo “Le 24 ore del giorno”: “Ora Seconda – Gioia, per due arpe”, e che vedrà lo stesso Stockhausen impegnato alla proiezione del suono.
Anche in questa occasione assume grande importanza l’apparato scenico e simbolico: in “Ora Quarta – Porta del Cielo” vedremo infatti il percussionista Stuart Gerber impegnato a bussare alla porta del Paradiso, fino alla sua magica apertura e all’apparizione di una piccola ragazza; allo stesso modo è forte la tensione spirituale anche di “Ora Seconda – Gioia”, ispirato all’inno “Veni Creator Spiritus” e scritto per due arpe, strumento, come afferma lo stesso Stockhausen, “dal ruolo divino”.
Karlheinz Stockhausen è nato a il 22 agosto 1928 a Mödrath, vicino a Colonia, in Germania. Giovanissimo, studia a Darmstadt con Theodor W. Adorno, mentre nel 1952, trasferitosi a Parigi, entra in contatto con i grandi maestri della musica francese, tra cui Olivier Messiaen, Pierre Boulez e Pierre Schaeffer. Sviluppa in questo periodo due modalità di approccio alla composizione: da un lato, l’utilizzo delle prime sonorità elettroacustiche, dall’altro, la serialità integrale.
Dal 1953 è di nuovo in Germania, dove entra a fare parte dello Studio di Colonia, fondato nel 1951 da Herbert Eimert, dove si svolgono i primi pionieristici studi sull’elettronica (di pari passo con il lavoro svolto sempre a partire dal 1951 dal Groupe de Recherches de Musique Concréte di Pierre Schaeffer, seguito a Milano da Luciano Berio e Bruno Maderna, fondatori nel 1955 dello Studio di fonologia della Rai): al biennio 1955-1956 risale una delle sue composizioni più famose, “Gesang der Jünglinge”, dove le suggestioni della distribuzione spaziale dei suoni sono già di notevole impatto.
Il lavoro musicale di Stockhausen, nel frattempo, si intreccia sempre più con la vocazione spirituale del compositore, che, a partire dal 1977, inizia il monumentale progetto del ciclo “Licht” (Luce), dedicato ai sette giorni della settimana, in cui ritornano elementi della simbologia cristiana.
Conclusa nel 2004 la composizione di “Licht”, Stockhausen è oggi impegnato nella composizione di nuovo ciclo, “Klang” (Suono), dedicato alle ventiquattro ore del giorno e di cui fanno parte, come si è detto, i brani in programma nel concerto di Lugo.
Collateralmente al concerto, a Lugo sono in programma anche un incontro di introduzione all’opera del musicista, il 6 giugno, col maestro Giovanni Bietti, e soprattutto l’incontro con lo stesso Stockhausen, il 10 giugno alle ore 18,00, con esecuzione dal vivo di alcune sezioni da “Freunde” (Gioia), con il commento del compositore.
La programmazione di un´anteprima mondiale a Lugo, e di così grande rilievo, corrisponde agli indirizzi culturali della Regione, che vedono tra le priorità la valorizzazione della musica contemporanea e la diffusione di importanti eventi sull’intero territorio regionale e non solo nei grandi centri.

 
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