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Teatro contemporaneo con "Vie" - Modena, 9-17 ottobre
(con intervista audio mp3)

'Angels in America' del Teatro dell'Elfo

Si apre la quinta edizione di VIE Scena Contemporanea Festival, che si terrà dal 9 al 17 ottobre tra Modena, Carpi e Vignola, Correggio e Rubiera presentando 9 giornate ricche di occasioni, spesso uniche e irripetibili, di vedere spettacoli selezionati tra le migliori proposte del panorama nazionale ed internazionale.

 

Il cuore di questa edizione di VIE è dedicato a Prospero, progetto europeo fortemente voluto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, unico partner italiano di un network di prestigiose istituzioni teatrali, che si prefigge tra i suoi obiettivi la circolazione di opere e artisti e il dialogo tra le culture; in quest’ottica il festival, caratterizzato da una vocazione interdisciplinare ed internazionale, è la cornice ideale per presentare cinque produzioni che ne fanno parte.  

VIE si apre con un debutto in esclusiva per l’Italia: sarà a Modena John Gabriel Borkmann (9 e 10 ottobre, Teatro Comunale) di Henrik Ibsen, per la regia di Thomas Ostermeier. Lo spettacolo è fresco vincitore del premio per il miglior spettacolo straniero dell’anno, attribuitogli dal Sindacato nazionale della critica francese. Sul palco ci sarà uno straordinario cast tra cui spiccano Angela Winkler, Kirsten Dene e Josef Bierbichler.

Degli altri quattro lavori del Progetto Prospero, due sono realizzati da compagnie portoghesi: Circolando, col suo nuovo lavoro Mansarda, e Teatro Praga con Padam Padam.
Arriva poi dal Belgio la commedia feroce del giovane e talentuoso Jean-Benoît Ugeux, autore e regista di S.P.R.L.
Parte integrante del Progetto Prospero è anche, e soprattutto, il lavoro di Pippo Delbono La Menzogna, in cui l’artista interpreta nella sua personale cifra stilistica la tragedia di cui furono vittime sette operai delle acciaierie Thyssen Krupp di Torino.

Debutto molto atteso a VIE è Perestroika, seconda parte della trilogia Angels in America di Tony Kushner, diretta da Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, un evento teatrale che segue il grande successo di pubblico ed i numerosi riconoscimenti ricevuti dalla prima parte Si Avvicina il millennio. Si avvale del sostegno produttivo di Emilia Romagna Teatro Eremos, frutto del lavoro che il regista greco Theodoros Terzopoulos ha condotto, insieme a Paolo Musìo, su ’La persuasione e la rettorica’, tesi di laurea del filosofo ebreo di lingua italiana Carlo Michelstaedter.

Il ricco palinsesto di VIE presenta molti spettacoli in prima assoluta, tra cui il lavoro di Teatrino Clandestino, OpenOption, frutto della residenza della compagnia a Šuto Orizari, unica municipalità rom esistente al mondo, ma anche i lavori di alcune giovani ma già promettenti compagnie come   Teatro Sotterraneo con il loro Dies Irae – episodi intorno alla fine della specie, progetto incentrato sulla paura, tema appartenente ad ogni epoca ma mai così attuale e diffuso. Lo spettacolo sarà presentato nella sua forma definitiva a conclusione di un lungo work in progress. La paura è il tema che ritorna, in forma concettualmente diversa, nel lavoro degli Orthographe Controllo Remoto, a VIE in prima nazionale, una messinscena che parte dalla Guerra di Secessione americana per arrivare ad esplorare la realtà del videocontrollo elettronico.

VIE sarà anche l’occasione per conoscere spettacoli di formazioni giovanissime, alcune già pienamente attive, altre ai loro primi riconoscimenti. Ecco quindi Dewey Dell, di cui vedremo tre lavori: à elle vide,  viaggio a metà tra sogno e fumetto, Kin Keen King, vincitore del progetto Nuove creatività sostenuto dall’Ente Teatrale Italiano, e la performance Baldassarre. Negli spazi allestiti a Ponte Alto si potranno vedere, nella loro forma compiuta e definitiva, gli spettacoli vincitori del Premio Scenario 2009: il vincitore Pink, Me & The Roses di Codice Ivan, E’ BELLO VIVERE LIBERI! di Marta Cuscunà (vincitore del Premio Scenario per Ustica), e i due segnalati dalla giuria Tempesta di Anagoor e A tua immagine di Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D’Imperio, in arte Odemà.

E ancora, tornano a VIE alcuni artisti molto amati dal pubblico come Spiro Scimone, drammaturgo e interprete siciliano, qui con il suo nuovo lavoro Pali per la regia di Francesco Sframeli, da sempre compagno di scena della sua avventura drammaturgica; ma anche il nuovo lavoro di Fanny & Alexander South-North, opera musicale in due atti che richiama il mondo del Mago di Oz.

Non manca l´abituale attenzione alla danza nazionale ed internazionale: sarà infatti ospite di VIE Oro, ciclo di quattro coreografie di Virgilio Sieni che trae spunto dalla potenza drammaturgica del De Rerum Natura di Lucrezio e si avvale della collaborazione del filosofo Giorgio Agamben. Così come ci sarà Homo turbae, presentato da Mòra, compagnia di ballo della Socìetas Raffaello Sanzio e diretta da Claudia Castellucci, che per questa prima opera si ispira a un racconto di Edgar Allan Poe, L’uomo della folla.

In prima nazionale e al loro debutto italiano, i tedeschi Neuer Tanz con ICH SAH: DAS LAMMAUF DEM BERG ZION, Offb.14, ultimo lavoro della compagnia, che si è fatta conoscere per alcune sue scelte audaci, diretta dal poliedrico Va Wölfl, allievo di Oskar Kokoschka e Otto Steinert.

Ricca di aspettative la performance del giapponese Toshiki Okada, personalità emergente della nuova scena del suo paese, che presenterà a Modena Hot Pepper, Air Conditioner and the Farewell Speech, lavoro tracciato su uno scenario verbalmente minimale e fisicamente semplice.   Sarà poi pura fascinazione quella di Solo di Israel Galván, incredibile interprete celebre per aver elaborato uno stile che unisce il flamenco tradizionale alla danza contemporanea.

Molto differente la proposta di Daniele Albanese In a landscape, in cui il processo di creazione si è concentrato sull’immagine del Vento, inteso non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche sonore e fisiche.

Saranno a VIE con Once and  for all we’re gonna tell you who we are so shut up and listen  13 adolescenti di Gent, straordinari interpreti in lingua italiana della nuova fortunata produzione della Compagnia belga Ontroerend Goed/Kopergietery, vincitrice nel 2008 della sezione sperimentale ed innovativa dell’Edinburgh Festival Fringe.

Per la prima volta in Italia, nel segno dell’attenzione che VIE dedica alla scena contemporanea internazionale, avremo a Modena Belarus Free Theatre, con quattro lavori che tracciano nel Festival di quest’anno un progetto etico e teatrale di resistenza alla violenza del potere in Bielorussia. La compagnia opera, infatti, una vera e propria azione di controinformazione grazie a una forma coraggiosa di teatro ‘militante’  in grado di radunare il pubblico in pochissimo tempo per eludere controlli e sfuggire alla censura imposta dalla dittatura. Già gratificato da preziosi riconoscimenti internazionali e tutoraggi artistici, primo fra tutti quello del Premio Nobel alla Letteratura Harold Pinter, cui hanno dedicato un lavoro, il gruppo sarà a VIE con una quadrilogia delle loro creazioni: Being Harold Pinter, Generation Jeans, Zone of Silence e Discover Love. I lavori della compagnia troveranno un ulteriore approfondimento nella mostra del fotografo Alessandro Vincenzi/PkPosse autore di un reportage realizzato nel corso di un recente periodo di permanenza a Minsk e nella proiezione di un video sul loro lavoro.

Un’ambientazione del tutto particolare, ovvero un tendone circolare, ospiterà IO NON SONO, lavoro ideato e diretto dalla regista napoletana Annalisa D’Amato con la Compagnia ZAT, e che trae ispirazione dall’Amleto shakespeariano e dal poema Mathnawi, opera fondamentale del maestro persiano Rumi.

 

A cavallo tra avvenimenti storici ed autobiografici si colloca, invece, lo spettacolo di Giuseppe Chico e Barbara Matijević I am 1984, prima parte di una trilogia che utilizza i meccanismi della conferenza. Sempre improntata sull’originalità è la performance vocale di NicoNote Rhapsody (o alfabeto in sogno), originale composizione sonora ad un solo movimento, liberamente ispirata a “Glossolalia: Poema sul suono” del poeta simbolista russo Andrei Belyj.

Completano il ricco palinsesto del Festival due mostre fotografiche: oltre a quella che documenta l’ambiente in cui opera la compagnia bielorussa, accompagna VIE Moj Grotowski, esposizione che Andrzej Paluchiewicz, ora fotografo professionista e per anni allievo del grande regista polacco, dedica alla figura di Jerzy Grotowsky, documentando gli anni trascorsi insieme nel leggendario Teatr Laboratorium. Sono in programma anche alcuni momenti di approfondimento cui parteciperanno Thomas Ostermeier, Carla Pollastrelli e Renata Molinari, Pippo Delbono, Leonetta Bentivoglio, la redazione di Art’o, Theodoros Terzopoulos e Belarus Free Theatre.

La chiusura di VIE ospiterà la proiezione dell’ultimo film di Pippo Delbono La paura, girato interamente con un telefono cellulare e presentato in anteprima al Festival di Locarno. Il film si sofferma su temi quali il razzismo, il ruolo della televisione e della sua cultura, la latitanza di artisti e intellettuali di fronte alle grandi emergenze del nostro tempo.

Info: 059 305738

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