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Le Buone Pratiche del Teatro a convegno - San Lazzaro di Savena - 13 febbraio
(con intervista audio mp3)

Un momento di una edizione precedente del Convegno

Si svolge a San Lazzaro di Savena, presso l’ITC Teatro, il 13 febbraio prossimo, il Convegno “Le Buone Pratiche del teatro”.

 

Si tratta di un importante appuntamento per tutta la variegata realtà del teatro italiano, fatto provato anche dalla vasta e qualificata partecipazione che ha sempre caratterizzato l’iniziativa, giunta ormai alla sua sesta edizione.

 

L’evento, che quest’anno ha per tema “Teatro pubblico, teatro commerciale, teatro indipendente”, è curato da Mimma Gallina e da Oliviero Ponte di Pino e presentato da “Ateatro”, webzine di cultura teatrale curata dallo stesso Ponte di Pino.

 

Forti di un’esperienza che ha condotto gli organizzatori, nelle passate edizioni, ad affrontare i temi emergenti della vita teatrale italiana, dai finanziamenti alla necessità di favorire l’emersione dei nuovi talenti, dalla formazione all’intervento pubblico, anche questo appuntamento avrebbe dovuto presentare riflessioni ed analisi a 360 gradi sullo stato di salute del sistema teatrale italiano, in tutti i suoi aspetti. Una riflessione che si dice sarebbe avvenuta “come se vivessimo in un paese normale”, nel quale fosse “necessario ed utile” discutere della gestione e dell’organizzazione (o dell’auto-organizzazione) dello spettacolo. Discutere ed approfondire cioè questioni legate alla politica e all’economia della cultura, magari partendo dalle provocazioni di Alessandro Baricco su “la Repubblica” di ormai un anno fa, o dal disegno di legge Carlucci, in cui l’espressione “teatro pubblico” non compare mai, o dai tanti e tanti temi che segnano l’attuale momento del teatro italiano.


Pur concedendo che di tutto ciò si parlerà, e lo si farà certamente con la consueta competenza, puntualità e acutezza di analisi, gli organizzatori indicano come fulcro inevitabile del dibattito di quest’anno un tema di fondo, che va al di là anche dei tagli del FUS e dell’iter della nuova legge che da decenni attende di essere approvata: il tema di fondo sarà quello del profondo cambiamento di scenario, dell’emergenza che sembra presentarsi oggi con un impatto più drastico dell’immaginabile, e che è relativo all’indipendenza del teatro.

 

Ci sono tanti modi di leggere, anche storicamente, il tema dell’indipendenza del teatro, e c’è sia chi ritiene che, in fondo, essa non sia mai veramente esistita, sia invece chi legge nel libero aggregarsi dei comici per presentare le proprie opere al pubblico delle piazze (e, successivamente, dei teatri) il segno indiscutibile di un’arte che per sua natura tende a sbeffeggiare e combattere il principe.

 

Oggi, il tema dell’indipendenza del teatro, nel nostro Paese, deve fare i conti con i più recenti snodi storici e politici che ne hanno condizionato l’evoluzione: come quello delle sovvenzioni pubbliche, fra sostegno di nuovi fermenti e rischio dell’assistenzialismo e del controllo politico, dall’epoca del consociativismo dei consigli di amministrazione disegnati dalle “quote-partito” a quella, più recente, di un regime maggioritario segnato dallo scontro sempre più duro fra un noi che ha l’esigenza di sopravvivere e un voi da delegittimare e da annientare.

 

In questo scenario, a San Lazzaro si discuterà ancora, forse, “come se fossimo in un Paese normale”, dei problemi e delle speranze del teatro. Con assoluto disincanto, certo, ma anche con fedele passione.

Info: 051 6271604

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