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Lina Sastri in Emilia-Romagna con "Filumena Marturano" - 12-28 febbraio

Lina Sastri e Luca De Filippo

Probabilmente pochi personaggi del teatro moderno sono congeniali alle corde potentemente tragiche di Lina Sastri come la “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, ora portata su alcuni palcoscenici dell’Emilia-Romagna dalla Compagnia di Luca De Filippo.

La regia dell’allestimento è del grande Francesco Rosi, che ha affiancato al suo lavoro cinematografico una importante attività teatrale, che ha visto la regia, dal 2003 al 2008 (anno di questo allestimento) di ben tre capolavori eduardiani, da “Napoli milionaria”, a “Le voci di dentro” fino a questo “Filumena Marturano”, da lui definito “una grande, bellissima e tormentata storia d’amore”. In scena, al fianco della Sastri, ovviamente nei panni della protagonista, c’è Luca De Filippo, in quelli di Domenico Soriano. Le scene sono Enrico Job, e i costumi di Cristiana Lafayette.

 

Dall’elegante soggiorno di casa Soriano si intravede il Maschio Angioino, insieme alle case fittissime della Napoli più popolare. E’ da lì che proviene Filumena, eroina di un ambiente dal quale non ha potuto che imparare a combattere con ogni arma per garantirsi, insieme con la sopravvivenza fisica, la tutela dei suoi affetti più cari.

 

E’ stata prostituta, Filumena, ma non ha rinunciato a crescere tre figli, protetti e nutriti in incognito a prezzo di grandi sacrifici. Da venticinque anni convive con Domenico Soriano, ricco ed elegante borghese, come una moglie, ma senza aver potuto conseguire, con un regolare matrimonio, quello “status” che avrebbe tutelato legalmente lei e, soprattutto, i suoi figli.

 

E’ anche fatuo, traditore ed egoista, il Soriano, e Filumena è costretta per tanto tempo a sopportare in silenzio le sue offese, fingendo di non vedere, costretta a questo da una posizione di inferiorità iniziale, dovuta alla sua precedente “professione”.

 

Dopo un matrimonio estorto fingendosi in punto di morte, ma per questo fatalmente destinato a venire annullato per motivi legali, Filumena rivela all’uomo di avere i tre figli, ma non solo: uno dei tre è figlio di lui, di Domenico Soriano. Non gli può rivelare quale: “i figli sono figli, e sono tutti uguali”.

Si riflette chiaramente in questa parole anche un tema che, negli anni in cui il dramma venne scritto, era all’ordine del giorno del dibattito politico: i diritti dei figli illegittimi. Nel 1947, infatti, l’anno dopo la prima rappresentazione dello spettacolo, l’Assemblea Costituente sancì il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio.

 

E’ uno spettacolo, questo, che ha fatto molto parlare di sé nella scorsa stagione, con un’interpretazione, quella della Sastri, grintosa, forte, specchio di una donna decisa a sbranare la vita e a riscattarsi annullando il suo carnefice.

La regia di Francesco Rosi è sobria, godibile, lineare; gli interpreti tutti apprezzabili, dal Mimì volutamente sfumato e stremato di Luca De Filippo, che ben contrasta con l’energia della protagonista, ai cammei dei caratteristi che colorano di comicità spassosa alcuni momenti della storia.

Un testo cardine della cultura italiana che mette in discussione moralità ed equilibri sociali ed affettivi del dopoguerra; l’interessante vicenda di una “famiglia” che si costituirà come tale grazie alla diabolica trovata di una protagonista analfabeta, governata da passioni ancestrali, ma capace di vincere la propria battaglia.

In Emilia-Romagna, lo spettacolo è programmato prossimamente al Teatro Comunale di Carpi (12-13 febbraio), al Rossini di Lugo (dal 16 al 19) e all´Arena del Sole di Bologna (25-28).

Info (Carpi): 059 649264

Intervista a Luca De Filippo e a Lina Sastri - da "Domenica in"



Seconda parte

 
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