
E´ al Teatro delle Celebrazioni di Bologna (17 febbraio) l´ultimo lavoro di Emma Dante, che giunge in regione dopo una tournée già ricca di successi.
Lo spettacolo è stato definito dalla regista, ormai consacrata come una delle più grandi artiste del teatro italiano di oggi, come una "operetta amorale". Al di là dello scontato rimando leopardiano, ciò significa che si tratta di "un atto unico di carattere popolare in cui la recitazione si alterna col canto e l’argomento che viene trattato non ha relazione con la comune morale".
Non ha dunque relazione con la "comune morale" il tema dello spettacolo, che riguarda alcuni trans, figure che hanno forse ancora il potere di inquietare e di disorientare, nonostante che le cronache abbiano avuto modo, anche recentemente, di farle ampiamente conoscere.
Oltre all´elemento sessuale, è presente in modo molto forte in quest´opera l´elemento della religiosità , che, pur prendendo a prestito dal cattolicesimo figure e forme, sembra orientata più che altro verso scenari magici e paganeggianti.
Il titolo dello spettacolo è "Le pulle", che, in dialetto palermitano, significa "Le puttane", e l´azione si svolge in un bordello nel quale la stessa regista, nei panni di Mab, la regina delle fate di "Romeo e Giulietta", infonde nelle pulle la propria anima femminile compiendo un rovesciamento del femminile sul maschile privo di traumi, che si tratti dell´intervento del chirurgo o della "scomunica di un bigotto cardinale".
Perché ci tengono, le pulle, alla loro religiosità: esse idolatrano tre Madonne a tinte accese, con addosso vestiti sgargianti di strass, piume di struzzo, pizzi, lustrini e guepiere. E vengono chiamate, con geniale inventività, "Maria addolorata dalle paillettes", "Immacolata vergine Maria dei merletti" e "Santa Maria martire del reggiseno", definite altresì "benedette tra le donne col benedetto frutto che custodiscono tra le gonne".
Attraverso quello che viene definito come un processo di metempsicosi, le Madonne si svuotano di santità per trasferire nelle pulle la loro anima femminile, incarnandosi per sempre in un ibrido che sta a metà tra i due sessi.
Così, spiega l´autrice, "cammineranno su tacchi a spillo le mie puttane, senza dare nell’occhio, senza disturbare, trovando un equilibrio stabile con la propria morale". E sarà il canto a costituire la "lingua metafisica" di queste creature ambigue e favolose "che l’Italia non è ancora in grado di accettare”.
Lo spettacolo è il risultato dello sforzo produttivo congiunto del Teatro Stabile di Napoli, del Théâtre du Rond Point di Parigi e del Théâtre National de Bruxelles.
Info: 051 6176111
Un breve video - Intervista ad Emma Dante