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In Emilia-Romagna lo Shylock di Moni Ovadia e Shel Shapiro - 9-14 marzo
(con intervista audio mp3)

Shel Shapiro e Moni Ovadia

Debutta all´Arena del Sole di Bologna, dopo un´anteprima estiva al Festival shakespeariano di Verona e alla "Versiliana" di Marina di Pietrasanta, l´ultima fatica teatrale di Moni Ovadia, alle prese col "Mercante di Venezia" di Shakespeare, riletto da Ovadia e da Roberto Andò e riproposto col titolo "Shylock –  Il mercante di Venezia in prova".

Con le recite bolognesi ha inizio il giro nazionale dello spettacolo, prodotto da Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna e da Emilia Romagna Teatro Fondazione, che lo vedrà approdare in alcuni dei maggiori teatri, fra i quali l´Argentina di Roma a il Teatro alla Corte di Genova.

Con questa operazione Moni Ovadia e Roberto Andò hanno ripreso una collaborazione, come autori e come registi, che aveva già dato i suoi buoni frutti quattro anni fa con "Le storie del signor Keuner" di Bertolt Brecht, e che ora si sviluppa nel solco di quel teatro musicale su cui Moni Ovadia ha da sempre incentrato la propria ricerca espressiva, fondendo l’esperienza di attore e di musicista.

In scena, nel ruolo di Shylock, un interprete di eccezione: Shel Shapiro. Pioniere della musica rock in Europa e uno dei padri della canzone italiana a partire dagli anni Sessanta, il mitico leader dei Rokes ha proseguito la sua carriera come autore, arrangiatore e produttore per approdare, negli ultimi anni, sulle scene teatrali, in particolare col recital Sarà una bella società su testi di Edmondo Berselli, molto rappresentato ed applaudito, anche in Emilia-Romagna.


In un luogo misterioso che potrebbe essere un hangar, ma anche, e non a caso, un mattatoio o un teatro, un regista attende l´incontro con un ricco uomo d´affari, che l’ha ingaggiato per proporgli di mettere in scena un testo che ha lungamente e vanamente inseguito, Il Mercante di Venezia, di William Shakespeare. Dopo aver scambiato poche battute con alcuni giornalisti, curiosi di conoscere le ragioni per cui ha accettato un simile incarico da un personaggio chiacchieratissimo (l´origine delle sue fortune finanziarie pare alquanto sospetta), il regista inizia a dialogare con il suo “mercante” e, via via che i due discorrono, viene a dipanarsi la storia dell’ebreo Shylock, un ricco usuraio che nella Venezia cinquecentesca fa affari prestando denaro.

Disprezzato dai cristiani, da lui odiati a sua volta, viene insultato e umiliato in particolare da Antonio, che accorda prestiti gratuitamente. Sarà però proprio Antonio, per aiutare l’amico Bassanio, a cui servono soldi per poter corteggiare la ricca ereditiera Porzia, che dovrà chiedere un prestito a Shylock, il quale glielo accorderà chiedendo in cambio, in caso di mancato pagamento, una libbra della carne di Antonio.


Sono messi a confronto, in un moderno gioco delle parti meta-teatrale, il Regista e l´Impresario: il primo vorrebbe cambiare il finale del testo shakespeariano, restituendo a Shylock la libbra di carne che gli è stata negata cinquecento anni fa; il secondo, al contario, vorrebbe ottenere la sua personale libbra, appropriandosi del cuore di un artista. In questo modo i due personaggi si fronteggiano, vestendo ciascuno, alternativamente, i panni di Shylock e quelli di Antonio.


Attraverso la vicenda del dramma shakespeariano i due protagonisti, affiancati da musicisti, attori e attrici che entrano ed escono dal proprio personaggio, e da una seducente e provocante Porzia, daranno il via a riflessioni sull’antisemitismo e sulla storia, sul denaro, sul teatro, e sul concetto stesso di arte, con suggestioni che spaziano dalla cultura ebraica a quella pop, grazie anche a un variegato repertorio di canzoni più o meno celebri tra le quali Money dei Pink Floyd e la struggente Who Wants to Live Forever? dei Queen, arrangiata da Shel Shapiro.

In scena, insieme a Moni Ovadia e Shel Shapiro, sono impegnati Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maksym Shamkov, Federica Vincenti e la Moni Ovadia Stage Orchestra: Luca Garlaschelli contrabbasso, Massimo Marcer tromba, Albert Florian Mihai fisarmonica, Vincenzo Pasquariello pianoforte, Paolo Rocca clarinetto.

Le scene sono di Gianni Carluccio, i costumi di Elisa Savi, le luci di Gigi Saccomandi, il suono di Mauro Pagiaro.

Dopo le recite bolognesi (fino al 14 marzo) lo spettacolo tornerà in Emilia-Romagna sui palcoscenici del Teatro Bonci di Cesena (20-21 aprile) e del Teatro Storchi di Modena (6-9 maggio).


Info: 051 2910910



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