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Tre spettacoli di Emma Dante a Bologna - Teatri di Vita, 20-22 gennaio

Un momento di 'Il castello della Zisa'

Teatri di Vita di Bologna dedica il fine settimana a Emma Dante, e più precisamente alla sua "Trilogia degli occhiali", composta da "Acquasanta", "Il castello della Zisa" e "Ballarini". I tre spettacoli saranno visibili di seguito, sia sabato 21 che domenica 22 gennaio, e verranno anticipati, la sera di venerdì 20, dal documentario di Clarissa Cappellani che mostra il lavoro della regista e della sua compagnia, dagli esordi fino alla messa in scena della Carmen alla Scala di Milano.

I tre lavori di Emma Dante sono autonomi, ma anche legati da temi di marginalità (povertà, vecchiaia e malattia) e da un oggetto comune ai personaggi: gli occhiali.

Si inizia con Acquasanta, in cui un uomo si ancora sul palcoscenico, a prua di una nave immaginaria, impegnato a salvarsi dalla finta burrasca che mette in scena per rievocare i ricordi della sua vita di mozzo.
E´ imbarcato dall´età di 15 anni e da allora non scende dalla nave. Non crede alla terraferma, per lui è ´n´illusione. Sopra la sua testa pende il tempo del ricordo: una trentina di contaminati ticchettìano inesorabili. Poi suonano e tutto tace. Il mare smette di respirare e ´o Spicchiato rivive l´abbandono. Un giorno la nave salpa senza di lui, lasciandolo solo e povero sul molo di un paese straniero: la terraferma. Proprio lui che senza la nave si sente perso, lui che ha votato la sua vita alla navigazione, lui che giorno e notte ha bisogno di parlare con il suo unico grande amore: il mare. Le voci della ciurma, del capitano, gli rimbombano nella testa e ´o Spicchiato, cantastorie, tira i fili dei suoi pupi. (Emma Dante)

Nel Castello della Zisa ecco ancora una storia di emarginazione, attraverso la figura di un ragazzo assistito da due donne, che vive in uno stato catatonico.
Nicola ha gli occhi aperti ma non vede. Vive in un istituto assistito da due donne. La giovane e quella più anziana, tra una preghiera e l´altra lo puliscono, lo sfamano, lo rimproverano e lo stimolano con alcuni giocattoli, lanciandogli palle, palline e hula hoop. In uno stato catatonico, Nicola sta seduto su una piccola sedia, da quando, bambino, fu strappato alla zia nel quartiere popolare della Zisa dove viveva davanti a un favoloso castello... in quel castello è rinchiusa la sua infanzia, la sua spensieratezza... dalla mattina alla sera davanti alla finestra se ne stava a contare i diavoli appollaiati sul tetto e a difendere il castello che di notte diventava d´argento cu tutti ´i stedduzzi che ci facevano da coroncina. Ma un giorno, Nicola, guardiano del castello con la maschera di drago e i guanti di artigli, viene spodestato... (Emma Dante)

Nel pezzo finale, Ballarini, assistiamo all´emozionante ballo di due vecchi.
Ballano. Lui con la testa poggiata sulla spalla di lei. Lei aggrappata alla giacca di lui. Si baciano. Lui la tocca. Lei si fa toccare. Lui le strofina la coscia con una gamba. Lei gli tiene la gamba per non fargli perdere l´equilibrio. Lui si sbottona la giacca e poi la patta dei pantaloni. La stringe a sé. Ha un orgasmo. Lei si soffia il naso e si gratta la coscia. Lui estrae dalla giacca un orologio da taschino: meno 5... meno 4... meno 3... meno 2... meno 1... al rintocco della mezzanotte lui fa scoppiare un piccolo petardo. Lui e lei si baciano. Lui infila la mano in tasca ed estrae una manciata di coriandoli. Li lancia in aria, festoso. La guarda. Lei lo guarda: "tanti auguri, amore mio". (Emma Dante)

Lo spettacolo, in Emilia-Romagna, è programmato anche al Teatro Arena del Sole di Roccabianca (PR), il 21 febbraio.

Info: 051 566330

 
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